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  Da " Sul sentiero degli Aurunci" a cura di Cosmo Di Milla
per gentile concessione dell'autore
Valle di Suio

Da Valle di Suio (m. 150) in auto fino a Varifuschi ( m. 300). A piedi si sale per il bosco do monte Fuga (m.647) fino a Vallaurea piccola (m. 671).

 Un itinerario interessante soprattutto sotto il profilo botanico. Salendo da Suio a monte Fuga si passa da un ambiente costituito da una tipica macchia mediterranea ad un bosco sub-montano di carpino nero, cerro, roverella e acero campestre, fino a raggiungere l'altopiano di Vallaurea piccola. 
 

Punto di partenza e di arrivo: Valle di Suio, Castelforte.
Lunghezza itinerario   Km. 4,400                         dislivello:         m. 371
                                                                                   altitudine  min. m. 300
                                                                                   altitudine max. m. 671

Tempo di percorrenza           : salita: ore 1,20; discesa: ore 1,00                            
 

Si prende la carrozzabile per Suio alto. In prossimità del centro storico si segue, sulla destra, l'indicazione per Valle Suio.  All'imboccatura della valle si prende a sinistra una strada sterrata, scavata nella roccia, e si prosegue per circa 1,5 Km. fino a raggiungere la località Varifuschi- 300 metri s. l. m. 
  
   La pista conduce fin sotto monte Fuga, a quota 571 m., ma è molto dissestata: conviene lasciare l'auto a Varifuschi e proseguire a piedi. 
   L'itinerario è molto interessante sotto l'aspetto botanico: già nei pressi del centro abitato di Suio si segnalano in abbondanza l'Artemisia arborescens, una pianta medicinale, e la rara e velenosa Anagyris fetida, una specie di carrubo dai lunghi legumi pendenti. Salendo, si attraversa un ambiente costituito da tipica macchia mediterranea, caratterizzato dalla presenza do Mirto, Lentisco, Erica multiflora e Ginestra di maggio, che in piena fioritura ricopre tutto il versante della montagna di un giallo intenso. Laddove la vegetazione diventa più rada si inserisce l'onnipresente Ampelodesmos mauritanicus localmente conosciuto come "stramba" o " tagliamani": una pianta usatissima in passato per la realizzazione di stuoie, sporte, scope, cesti e contenitori di uso domestico. Questa pianta rende la macchia mediterranea più vulnerabile agli incendi in quanto, disseccandosi nei mesi estivi, diventa facilmente combustibile e alimenta gli incendi qualora le zone siano lambite dal fuoco. 

  Lungo il percorso sono presenti, anche se in pochi esemplari, la Fillirea, il Terebinto, il  Corbezzolo e l'Albero di Giuda.
Quest'ultimo conferisce al paesaggio nel    della fioritura una particolare bellezza per l'aspetto roseo che assume tutto l'albero con i numerosissimi fiori che nascono direttamente dal tronco e dai rami, prima delle foglie. La stessa nota caratteristica si presenta nel momento in cui maturano i legumi di color rosso-bruno che si distinguono nettamente tra il verde fogliame.
Superate le pendici orientali di monte Fuga si raggiunge una piccola radura, denominata Tre pozzi, un tempo coltivata, oggi in abbandono. Il paesaggio vegetale cambia completamente in quanto si passa dalla macchia mediterranea al bosco sub-montano costituito prevalentemente da carpinonero e in misura minore da cerro, roverella e acero campestre soprattutto ai margini del bosco. 

   Lungo i sentieri che attraversano i campi, i recinti e i muri a secco è facile incontrare il Corniolo e lo Spino cervino, mentre, dove il bosco lascia scoperte aree rocciose, fiorisce abbondantemente il Perpetuino d'Italia che con la sua lunga fioritura, che si protrae per tutta l'estate, conferisce una nota di colore al paesaggio quando tutto è arido. Ci si addentra nel bosco e dopo un breve tratto si raggiunge Vallaurea piccola, un bel pianoro frequentato da buoi e cavalli allo stato semibrado. Grande abbondanza di Ginepro comune appare sul versante meridionale di Colle della Cerasola. Aprile-maggio è il periodo indicato per questo itinerario: la valle è verde, la natura in fiore. I più fortunati potranno anche intravedere le lepri che brucano le erbette tenere dei prati, o assistere ai voli di gheppi e poiane, i rapaci più comuni della zona. Qua e là fioriscono essenze vegetali come il Sorbo montano e la Rosa canina che durante i mesi invernali assolvono con i loro frutti un ruolo fondamentale per la sopravvivenza degli uccelli del bosco. Dall'alto, la piana del Garigliano e le circostanti colline si presentano come un gigantesco anfiteatro naturale, aperto sul mare del Golfo di Gaeta. 

  Un'ora e venti minuti sono necessari per raggiungere Vallaurea da Varifuschi, superando un dislivello di 370 metri.



Per ulteriori indicazioni: 347.66.76.590

E-mail: marie@termealba.com

 

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